Malattia professionale e Inail: tutto quello che i camionisti devono sapere

È noto quanto il lavoro del camionista sia usurante e come possa divenire causa di una malattia professionale come il tunnel carpale, molto frequente per le sollecitazioni del polso durante la guida.

Ecco tutto quello che i camionisti devono sapere su cosa fare con l’Inail.

Malattia professionale dei camionisti: la sindrome del tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale è stata introdotta nell’elenco delle malattie invalidanti nel 2008 e interessa, tra le altre categorie lavorative, anche i camionisti.

È una patologia muscolo-scheletrica che può interessare chi sottopone il polso e le mani a continue sollecitazioni e movimenti, proprio come accade durante la guida.

I sintomi cominciano con intorpidimento, sensazione di bruciore, fino al dolore soprattutto durante le ore notturne, e difficoltà nella capacità di trattenere gli oggetti.

Tali conseguenze sono dovute alla compressione del nervo dovuto anche a una postura o posizione errata protratta nel tempo.

La sindrome del tunnel carpale si può curare intervenendo per tempo con una diagnosi precoce che porta a curarla con un tutore indossato di notte, la fisioterapia, gli esercizi mirati e, nei casi più seri, con l’intervento chirurgico.

È comunque certo che da questa sindrome si può guarire in un certo arco di tempo, durante il quale si può segnalare il problema tramite il proprio medico curante all’Inail.

Comunicare all'Inail la malattia professionale

I camionisti, al pari di altre categorie lavorative una volta ottenuta la diagnosi medica, sono tenuti a informare l’Istituto previdenziale per ottenere le dovute prestazioni curative e un eventuale indennità durante un periodo di fermo dal lavoro.

Nell’iter burocratico da seguire è coinvolto, oltre al lavoratore, anche il suo medico di famiglia o lo specialista e il datore di lavoro.

Il camionista deve segnalare il manifestarsi della malattia professionale entro 2 settimane da quando ha avuto la diagnosi, superati i quali si perde il diritto al trattamento indennitario. Quest’ultimo parte dal 4° giorno di malattia e ammonta al 60% della retribuzione su base giornaliera e fino a 3 mesi. Dal 91° giorno sale al 75% della stessa e perdura fino alla guarigione.

Sarà il medico che dovrà attestare con un certificato l’instaurarsi della malattia professionale inviando comunicazione alla Direzione Provinciale del Lavoro di competenza per territorio, quindi all’Inail e ad altri enti coinvolti.

La stessa attestazione dovrà farla pervenire anche alla Procura della Repubblica, in quanto le malattie professionali sono inserite nell’elenco che viene continuamente aggiornato dal Ministero del Lavoro.

Al lavoratore spetta il compito di segnalare la presenza della malattia professionale allo stesso istituto tramite una raccomandata che attesti la ricezione della comunicazione, o a mezzo PEC, corredata dal certificato medico entro 15 giorni da quando è stato rilasciato.

I tempi per comunicarlo all’Inail tramite il sito ufficiale sono ancora più brevi per il datore di lavoro, in quanto dovrà farlo entro 5 giorni aver ricevuto la conferma da parte del lavoratore.

Il lavoro del camionista e le patologie professionali correlate

In genere, il sistema osteo-articolare di un camionista risente negli anni di un’attività usurante che può compromettere il funzionamento in particolare di articolazioni, nervi, muscoli, ma anche dell’apparato cardiocircolatorio.

Alcuni disturbi dell’apparato muscolo scheletrico più frequenti sono quelli all’anca, al tratto cervicale, al gomito, alle ginocchia, alla schiena, ma anche al sistema cardiocircolatorio e all’udito.

Molte di queste malattie si possono prevenire con periodiche visite mediche attraverso le quali diagnosticare un’eventuale malattia professionale.

Una seduta scomoda influisce di molto sulle condizioni di salute fisica di chi è alla guida: per questo è fondamentale prendersi cura di chi è autista di camion, dando priorità al mezzo che conduce.

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