Le precarie condizioni delle strade italiane

Su 132000 Km di rete stradale secondaria, tra cui strade regionali e provinciali, solo l’8% è stato sottoposto a interventi di manutenzione.

Il costo medio per mantenere in efficienza una strada secondaria è stato calcolato sia di circa 46000 euro a km. Questo significa che servirebbero almeno 61 miliardi ogni anno per la manutenzione di queste strade, ma vengono investiti appena 500 mila euro.

La rete stradale secondaria del nostro paese, di fatto, sembra essere stata abbandonata. Questo purtroppo è stato messo in evidenza in maniera drammatica dal crollo del ponte Morandi di Genova.

Percorrendo le strade è ormai una triste regola cimentarsi in abbassamenti del piano stradale, segnaletica abbandonata a se stessa che, spesso, non segnalano i pericoli, ed ancora incontrare buche e rappezzi sull’asfalto.

Investire in appalti per la manutenzione delle strade, però, non comporterebbe solo esborso economico notevole: infatti, gli esperti ci dicono che investire in questo settore si tradurrebbe in notevoli vantaggi, oltre che per la sicurezza in primis, anche in termini economici. Muoversi in questa direzione permetterebbe di muovere l’economia creando nuovi posti di lavoro e facendo salire il PIL si calcola di circa 1 punto percentuale.

Inoltre, strade più sicure significherebbero un risparmio notevole anche in termini di vite umane: in Italia ci sono quasi 1000 vittime dovute a incidenti stradali. Non è bello quantificare i decessi in termini economici, ma dobbiamo anche dire che questi incidenti hanno un impatto sulla nostra economia di circa 3 miliardi di euro l’anno. Quindi, investire nella manutenzione delle strade comporterebbe un ulteriore risparmio anche da questo punto di vista, cifra che si potrebbe reinvestire in occupazione e lavoro.

La burocrazia italiana

Tuttavia, in Italia ci sono problematiche di natura burocratica e non, che rendono questa politica di investimenti di manutenzione stradale molto complicata.

La manutenzione delle strade provinciali era affidata un tempo alle province, ma gli enti locali non hanno mai beneficiato di risorse economiche sufficienti per eseguire i lavori, mostrando, di fatto, anche una carenza di personale tecnico.

Dopo la riforma delle province del 2014, poi, ha regnato il caos più totale. Una complicata burocrazia spesso provoca il blocco dei lavori, nonostante le risorse siano state stanziate. Se a questo si aggiunge l’infiltrazione malavitosa negli appalti, si capisce come il problema sia tutt’altro che di semplice soluzione.

I vantaggi di investire sulla manutenzione stradale italiana

Una politica che va a semplificare le norme burocratiche sarebbe sicuramente una spinta positiva per investire in manutenzione stradale. Il più delle volte, del resto, si tratta di lavori standard, che non richiedono ulteriori studi, quindi sarebbe sufficiente ripetere tali procedure allo stesso modo nelle diverse zone della rete stradale. Seppur il personale tecnico non è elevato, sarebbe utile coordinare le risorse a livello regionale, in maniera tale da ottimizzare il lavoro, permettendo ai tecnici di lavorare su più fronti.

Questa è una sfida molto importante alla quale l’Italia è chiamata.

Investire in manutenzione significherebbe più sicurezza per tutti coloro che percorrono le strade, ma anche un’ importante opportunità di sviluppo economico, che non riguarderebbe solo lo specifico settore delle strade e dei trasporti, ma sarebbe una spinta per la crescita di tutto il Paese.

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